venerdì 17 gennaio 2020

Verità edulcorata?

Le parole che scegli mentre conversiamo, mi fanno pensare a quante volte la gente preferisca espressioni più sbrigative e, a suo dire, maggiormente efficaci, per esprimere idee ed emozioni.
Anche in questo sei diverso ed è uno dei motivi per cui mi sento in totale sintonia con te.
Mentre invece, spesso provo disagio di fronte alle persone che non riescono a controllare il linguaggio che utilizzano.
Perché non è affatto vero che la scelta accurata delle parole sia sinonimo di un tentativo ipocrita di edulcorare la verità.
Credo piuttosto sia frutto della positiva consapevolezza che selezionare il proprio vocabolario dimostri -fra l'altro- una particolare attenzione alla sensibilità del proprio interlocutore.

giovedì 16 gennaio 2020

Chi merita la felicità?

Sicuramente, chi sceglie ogni giorno di coltivare i rapporti umani.
Chi insegue ogni giorno le proprie passioni.
Chi ha il coraggio di mettersi in gioco.
Chi sa sempre regalare un sorriso per condividere gioia e dolore.
Chi vuole raccogliere i frutti della propria fatica.
Tu stai facendo tutto questo; quindi ti meriti una felicità senza confini.
Mi rende triste il solo sapere che ci sono persone che stanno cercando in tutti i modi di ostacolati.
Per parte mia, vorrei tanto poterti regalare tutto ciò che ti potrebbe essere utile per raggiungere finalmente la tua felicità e dimostrare, in questo modo, che nessuno può metterti i bastoni tra le ruote.

mercoledì 15 gennaio 2020

L'autocritica

Le offese peggiori sono quelle che ci arrivano dalle persone che non sanno ascoltare; che non sanno interpretare il tono della nostra voce.
O, per meglio dire, che nemmeno si sforzano di farlo.
Ed allora, la rabbia esplode anche nel cuore di chi è comprensivo, gentile ed accogliente come lo sei tu.
In fondo, chiedi semplicemente che queste persone facciano un minimo di autocritica sul loro comportamento.
E dovrebbero esserti profondamente grate per la preziosa occasione che offri loro: cioè diventare persone migliori grazie al confronto costruttivo ed aperto con te 

martedì 14 gennaio 2020

La ghigliottina

• Principe
• Terapia
• Faccia
• Argentina
• Strappare

C'è una sesta parola che le accomuna: risata.

Sei il mio Principe che con una particolare cura (altrimenti detta terapia), mi strappi una risata argentina che sempre si unisce alla tua e che riconoscerei tra mille.
Tu che non hai mai riso in faccia a me, ma che sempre ridi in faccia al dolore, riuscendo (anche se solo per poco tempo), ad allontanarlo.

lunedì 13 gennaio 2020

Lo strascico

Ormai, chi mi conosce bene lo sa.
Se è quello di un abito da sposa, più lungo è, e più mi piace.
Ma lo strascico lasciato dalle parole amare, è solo un inutile ingombro difficilissimo da gestire.
Vorrei strapparmelo di dosso.
Ed invece no.
Sento che me lo terrò, finché la mia mente non lo avrà ridotto in innocui fili, più facili da tagliare.

domenica 12 gennaio 2020

Reciproche accuse

Dare un nome ai nostri momenti no, dicono sia il primo passo per superarli.
Tutto vero, sicuramente.
Ma c'è un altro aspetto che spesso, viene passato sotto silenzio: è necessario attribuire lo stesso nome al medesimo tipo di problema: così, per esempio, se non abbiamo gli strumenti idonei per affrontare un determinato tipo di difficoltà, è giusto definirci momentaneamente inadeguati.
Sarebbe auspicabile che usassimo le stesse parole anche quando sono gli Altri, a non saper che pesci pigliare.
Il tutto per non cadere nell'errore di giustificare noi stessi e, contemporaneamente, accusare di egoismo gli Altri.
Infatti, più passa il tempo, è più sono convinta che, uno dei peggiori atteggiamenti che possiamo avere, è quello di mostrarci infastiditi quando vediamo in chi ci sta vicino, gli stessi nostri difetti.
Che colpa ne hanno, infatti, se riflessa in loro troviamo un'immagine di noi stessi che non ci piace?

sabato 11 gennaio 2020

Stavo costruendo, in silenzio

Stavo costruendo, in silenzio, il mio equilibrio per affrontare il futuro.
Lo stavo facendo in silenzio, perché nessuno intorno a me dovesse subire le conseguenze dei miei errori di costruzione.
Poi, sono arrivate quelle parole lancinanti che hanno fatto pericolosamente vacillare (per non dire demolito) la mia costruzione.
Certo, era ancora molto fragile, ma avrei avuto abbastanza tempo per migliorarne la struttura e, di conseguenza, la stabilità.
Ora dovrò ripartire dalle fondamenta, dovendo contemporaneamente ripararla dai venti sferzanti delle parole lancinanti.