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venerdì 14 novembre 2025

Il cerchio dei ritorni

Respingo parole 
da leggere e da scrivere
come respingevo 
l'acqua
prima di te.
L'acqua
insieme a te
respingeva il dolore.
Quando
avrei voluto
respingere anche te
tu sei rimasto
ad aspettare.
Come le parole
da leggere e da scrivere
attendono pazienti 
il mio ritorno.

venerdì 17 ottobre 2025

ControArgine

O forse
quelle parole 
sono uscite 
perché dovevano.
E forse
usciranno ancora
e sbatteranno
contro il muro.
Della tua determinazione 
a non darmi 
spazio alcuno.
Del mio bisogno 
di contenere
il dilagante nulla
che invade lo spazio 
lasciato vuoto
dalla fine 
della tua voce.


mercoledì 8 ottobre 2025

Trilly

È la prima volta 
che interpretiamo dei ruoli
assegnati da altri. 
Questa volta 
tu sei Peter 
io sono Trilly 
ma senza 
le sue parole al vetriolo
che pure anch'io 
a volte pronuncio
ma più spesso scrivo.
Parole che (forse)
troveranno pace
in un altro libro.
Libro
che tu non avrai
affinché non diventi 
strumento di guerra 
(tra noi).


giovedì 4 settembre 2025

(F)lusso

Mi concedo 
il lusso 
di immergermi 
nel flusso delle tue parole.
Alcune
le trattengo.
Altre 
le lascio andare.
Lascio andare
quelle troppo lontane da noi.
Trattengo
quelle a noi vicine.
Su di esse adagio
corpo anima e cuore.
Grazie a loro
rimango a galla 
come quando 
il tuo corpo rendeva 
impermeabile il mio 
al terrore di affondare.



mercoledì 19 marzo 2025

Penna o pasta?

Carissimo Papà,
la pasta che diventerà
la crostata 
a te dedicata 
riposa in frigo
già da qualche minuto.
Ci vorrà ancora un po'
prima che venga stesa
cosparsa di marmellata
(appositamente realizzata
con i fichi 
della miglior specie)
e decorata 
con amorevoli lettere 
di pasta frolla.
E io?
Che cosa potrò 
mai fare io
nel frattempo?
Anch'io posso tracciare 
amorevoli parole
ma invece della pasta 
userò la penna.
Troppo piccola infatti
sarebbe la crostata 
per così tante parole.
E tu lo sai
carissimo Papà 
non sono mai stata
figlia di poche parole!



giovedì 30 gennaio 2025

Incrostazioni abissali

Piatto.
Sfondo monotono
senza cornice.
Questo sono le parole tra noi.
per chi è costretto 
a leggerle
nella loro versione peggiore
offerta proprio da me.
Me 
che con te
vivo tutto in profondità.
Eppure 
quando arriva il momento 
di (ri)portarle in superficie
non so mai 
se lasciarle 
incrostate 
di tutte le emozioni 
che che si depositano
durante la loro 
esistenza abissale
oppure ripulirle
prima di offrirle
a chi conosce
solo me 
e non sa (quasi) nulla
di te.

mercoledì 22 gennaio 2025

(Ho) svolta(to) in amore?

(Ho) svolta(to) in amore?
(Nè) sì?
(Nè) no?
(Nè) forse?
O forse 
tutte e tre insieme?
Ho svoltato
perché con te
è cambiato
il senso della (mia) Vita.
Ma è anche vero
che non ho svoltato affatto 
perché con te
non ho avuto bisogno 
di cambiare il senso 
delle parole
portandole 
da tutt'altra parte
prima 
che facessero danni irreparabili
anche e soprattutto 
quando sembrava
che tutto tra noi
si infrangesse 
contro le barriere 
di un sentimento 
non corrisposto.
Prima di te
accettavo solo
amori ironici
con cui portare le parole 
in giro
in tutte le direzioni 
(e in nessuna?).
Con te, invece
ho imparato 
a decidere insieme
le direzioni 
che devono prendere 
le nostre parole.


martedì 31 dicembre 2024

Parole clandestine

Carissimo 2024,
sai che mi hai lasciato 
senza parole?
Non sto scherzando.
Proprio loro 
che mi sono sempre 
state vicine 
con coraggio
dolcezza
determinazione 
passione 
e fantasia
improvvisamente 
non ci sono state più.
E anzi 
le guardo con timore
come se potessero esprimere
ciò che non ho 
(ancora? più?)
la forza di dire.
Perché
le parole inventano
e di questa invenzione 
avverto solo 
il sapore dell'inganno.
Inganno
che era un rifugio.
solo fino 
(a qualche giorno fa)
quando 
le mie emozioni più profonde 
avevano il coraggio 
di vivere serene
nella clandestinità del mio cuore.


lunedì 18 novembre 2024

Sgomitare

Parole sparse.
Parole sole.
Mai una frase
di senso compiuto.
Giorni che scivolano
crollando verso la notte.
Notte 
che dovrebbe portarmi 
un'alba di idee
talmente affollate
da sgomitare
pur di farsi ascoltare.
Invece no.
Nuovo giorno
vecchia confusione 
ma sempre nuova 
per me che già 
più non la sopporto.



sabato 9 novembre 2024

Il murales di Ariel

Pareti bianche e spoglie.
Anonime.
A te 
piace così
per accogliere tutti
allo stesso modo
bianco neutro.
Ti piacerebbe
una bacheca 
con le parole di tutti (noi)?
Troppo invadente?
Un murales 
con i pensieri di Ariel?
E a chi ti chiedesse
Chi è questa Ariel?
Cosa risponderesti?
Una donna che ha invaso
par(e)ti sempre più consistenti
della mia vita?
Allora
ti do un consiglio 
Permetti
a coloro che vengono da te
di strappare 
(e portare via?)
le mie parole.
Così da restituirti
una parete 
spoglia(ta della mia invadenza).

venerdì 8 novembre 2024

Dammi il La!

Una stanza tutta nuova.
Una stanza tutta tua.
Con me porto
le parole 
che per te
ho messo insieme 
cancellato 
copiato
riscritto
non so quante volte.
Entro.
Cominciamo.
Attendo che arrivi 
il momento giusto
che non è mai arrivato.
E mentre parliamo
passano i (sotto)titoli
di ciò che vorrei dirti.
Eppure
avevo preparato tutto.
Anche il giorno 
era perfetto.
Otto
il mio numero.
L'infinito.
Un tempo 
che non ha bisogno 
di una prossima volta.
Invece per noi
una prossima volta 
ci sarà (anche questa volta).
E infatti
ne parleremo 
la prossima volta.
Con noi
ci sarà anche la musica.
E sarà lì
che mi darai il La
per dare la possibilità 
alle (mie) parole
di fuoriuscire
e fluire
nella stanza tutta nuova
nella stanza tutta tua.






martedì 5 novembre 2024

La fortezza

(Hai già fatto 
tutto ciò che potevi)
ora devi solo 
pensare a te stessa.
Una a una
queste parole
mi sono perfettamente chiare.
Ma finisce qui.
Potrei anche lasciare 
in questa stanza
ma scelgo
di (ri)prenderle con me
nel tentativo 
di farle attecchire 
nella terra di mezzo
contesa tra mente e cuore.
Ben presto però 
mi accorgo
di avere tra le mani 
non una manciata di semi
ma una pila 
di pesantissimi mattoni.
Li guardo perplessa
ma poi capisco.
Con questi mattoni 
costruirò la fortezza 
oltre il quale
tu non saprai mai
se ho imparato o meno
a pensare a me stessa.


sabato 12 ottobre 2024

La SostaForma

Carissime Parole,
rimanete con me
solo il tempo necessario 
a mettervi in fila
in un testo
di senso compiuto.
Poi
vi lascio andare
e può capitare 
di non rivedervi più.
E se tornate da me
spesso siete 
così trasformate
da essere (quasi) irriconoscibili.
Vi accolgo a braccia aperte
e rido divertita.
Ma guarda
come siete diventate
sotto gli occhi 
di chi vi ha lette!
Ma questa volta
è tutto diverso.
Mie carissime Parole,
vi ho lasciate 
solo un po' imbronciate
e tornate da me 
così ciniche
che quasi 
non vi riconosco più.
Ma sarebbe troppo comodo 
incolpare le persone 
che lungo il viaggio 
vi hanno letto.
Sono stata io
a lasciarvi andare 
troppo presto.
Prima 
di avervi dato
una forma rispettosa
del mio intenzionale significato.

 

sabato 17 agosto 2024

Emicrania

Escono solo parole
frustrate e rabbiose
contro altre parole
che implorano 
calma e serenità.
Calma e serenità?
Dove trovarle?
Non certo nel vuoto
tempo di attesa 
fatto di esistenze
che vivono lontano
dalla mia monotonia
che giustamente oramai 
non attira più 
alcuna attenzione.
Tutto questo dicono 
le parole di oggi.
Parole così pesanti 
nella loro banalità 
da provocarmi 
una violenta emicrania.

sabato 3 agosto 2024

Parole senza sguardi

Non posso
fuggire da sola.
(Molto) meglio
se con me
venite anche voi.
Sare(s)te voi
mie care parole 
l'unico motivo 
per la scelta 
di una vita diversa.
Quella che sta
tra il sogno e l'incubo
delle mie notti
oramai troppo irrequiete.
Solo per voi 
rinuncerei
a rincorrere quell'amore
che nelle vite degli Altri 
rivoluziona l'esistenza 
senza bisogno 
di altre ragioni.
Poi un giorno forse
l'amore si (ri)troverà
in in prima fila
ad ascoltarvi
mie care parole.
Voi che per tanto tempo 
lo avete raccontato 
nascondendolo 
al suo stesso stesso sguardo.
Sguardo
già troppo bersagliato 
da sguardi indiscreti.


martedì 30 luglio 2024

Nicchia (in abbazia?)

In principio 
fu un'abbazia.
Oggi 
è una nicchia.
Nicchia.
Spazio angusto e ristretto
dove mi inviti a rimanere 
contro la dispersione
di parole 
che non vengono ascoltate.
(E, forse, nemmeno lette).
E tu?
Dove ha riposto le mie parole?
In una nicchia 
come si fa con le statue
(nelle abbazie)
affinché tutti le vadano?
So che non ci sarà risposta.
Così come 
non posso rispondere
al tuo Tutto bene?
O forse un giorno risponderò.
E tu
non dovrai nemmeno ascoltare
ma solo leggere
e poi 
chiudere le parole 
in una nicchia 
perché nessuno le veda
e tu possa scordarti
di averle ricevute.


lunedì 15 luglio 2024

Bacheca... di profilo

Anch'io 
appiccico parole 
alla mia bacheca.
Ma sono parole
(ap)punto.
Le sue foto invece 
non lasciano 
spazio a dubbi.
Tutti sanno 
che sono vostre.
Ma tu
preferisci nasconderti.
Certo 
poi ti racconti volentieri.
Ma scegli tu
il punto di vista.
(Forse)
non (è) sempre frontale.
(A volte)
preferisci i racconti 
di profilo.
Un profilo 
provvisoriamente creato 
per la persona 
a cui decidi di raccontarti.


sabato 13 luglio 2024

Masticare & Ingoiare

 Rimanete qui 
almeno una giornata.
Se poi vi sembra 
tutto normale 
allora 
sono io che esagero.
Sono queste le parole 
che sempre più spesso
mastico e ingoio
perché nessuno 
ne trovi più traccia alcuna.
La verità 
è che sono stanca 
di masticare e ingoiare. 
Forse perché 
anche il mio stomaco 
è stanco di (re)agire?
Eppure 
non ho smesso 
di desiderare del buon cibo 
gustato 
e non solo masticato 
e ingoiato in fretta 
per poi fuggire lontano.
E tu?
Tu
non rimanere qui
un giorno intero
ma regalami del tempo
non masticato 
e non in fretta ingoiato.




mercoledì 10 luglio 2024

Il vulcano (islandese, rigorosamente)

Non esplodere, mi raccomando!
Non me lo dici
ma (sicuramente) 
lo stai pensando.
E così, ti rispondo
Tranquillo
non farò come il vulcano.
Vorrei aggiungere 
Islandese, rigorosamente.
Ma le tue parole 
(fortunatamente) 
mi hanno già portato altrove.
Ma lo sai perché 
mi è venuto in mente 
il vulcano islandese?
Perché ha un nome impronunciabile.
Esattamente 
come le parole
che ho smesso di pronunciare 
perché ormai inutili.
Tranne le parole con te.
Quelle 
mi hanno fatto ritrovare 
quell'ironia 
che sembrava fiaccata
dalla prolungata
inattività forzata.
Tutto questo per dirti
che quando tornerai
troverai non più
di pochi rigagnoli 
di lava rappresa.
Residui ormai innocui
dei miei tentativi
(spero riusciti) 
di mantenere la calma.

sabato 6 luglio 2024

... Cioccolatino

Oggi 
toccherebbe a un bacio
essere protagonista.
E vorrei 
che così fosse 
anche per me.
Infatti dicono 
che chi sa scrivere
non ha problemi 
ad accostare
parole così convincenti
su qualsiasi argomento 
da sembrare sempre frutto 
di lunghe e ricercate riflessioni.
Allora lo confesso
spesso
non so addomesticare le parole
a mio uso e consumo.
E così 
potrei farmele prestare
ma farebbe molto...
cioccolatino.
Sì, avete capito bene.
In fondo anche lui
non sapendo bene cosa inventarsi 
è andato a pescare
tra i baci del passato.
Ah, dimenticavo!
Questo 
sarà un bacio del futuro
perché qualcuno 
potrebbe leggerlo domattina.