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lunedì 19 febbraio 2024

Ultime righe?

Non so 
se queste saranno 
le ultime righe.
Certo
altre ne seguiranno
ma non è assolutamente scontato 
che trovino (ancora) posto qui.
Ciò di cui
non vorrei fare a meno
è il nostro dialogo quasi quotidiano.
Certo 
così come continuerò 
a scrivere per me
anche lontano da qui
dallo stesso luogo 
potrei scrivere a te.
Ma sono quasi sicura 
che non riuscirei 
a prendermi così tanta cura 
delle parole che ti rivolgerei.
Quando invece 
le stesse parole che curano me
dovrebbero aver cura 
di non farti del male.

giovedì 28 maggio 2020

Un grido tra le righe

Un grido può nascondere un dramma, così come un'immensa felicità.
Lei vorrebbe leggere le parole scritte dal mio cuore; e non dovrebbe importarmi nulla se anche riuscisse a leggere tra le righe; in fondo credo che lei abbia già intuito da molto tempo.
Ed anche in questo (forse?) siete uguali: sapete leggere un grido, laddove io vorrei semplicemente sussurrare tra le righe.

sabato 2 marzo 2019

Il mare tra le righe

Mi raccomando 
quando ti diranno di scrivere 
scrivi del mare. 
Con questa frase nel cuore 
guardo i disegni sparsi sul tavolo 
sentendomi leggermente smarrita. 
Nessuno di essi, infatti, rappresenta il mare. 
Mi dicono che non mi resta altro da fare se non adattarmi. ù
Fa parte del gioco della Vita ed in questa circostanza, non mi pesa affatto
altrimenti, non sarei venuta fin qui. 
Ma a farmi da guida ci sono, ancora una volta, le tue parole. 
Anche ora, hai ragione tu.
Il mare, esattamente come la scrittura, mi dà un senso di profonda libertà. 
E persino la tua esortazione mi rende libera, non già perché non mi sento affatto obbligata a seguirla 
ma al contrario perché mi farò trasportare da essa
esattamente come mi capita quando sono con te.

venerdì 25 maggio 2018

Risposta per le rime (ma non tra le righe)

Sarà pur vero che sono Donna e, in quanto tale, mi ritrovo la lingua lunga, ma di fronte alle parole di quel distinto signore, non ho proprio potuto tacere. Principalmente per due motivi: l'opinione estremamente superficiale che ha del proprio figlio (detto da un padre non si può proprio sentire, senza provare un moto di sana e robusta indignazione!); e la scarsa fiducia che, più in generale, nutre nelle persone diverse da se stesso.
Uno dei tanti modi per rinunciare ad immaginare un futuro migliore e per prendere opinioni in affitto.