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giovedì 20 luglio 2023

Pillola 59

Scrivere è un grande atto di libertà e così dev'essere anche decidere di leggere ciò che scrivo.
Lo ripeto spesso e ci credo ancora.
(Anche se ciò che scrivo sembra non piacere più).
E forse non piace più perché non è più frutto del dialogo (tra noi), ma è diventato ancor meno di un monologo.
Sono solo frasi sparse senza un inizio, uno sviluppo ed una fine.
Eppure, non ce la faccio a non rivolgermi ad un pubblico.
(Infatti, pubblicherò anche queste parole inadatte ad un pubblico...).

mercoledì 1 luglio 2020

Pubblico

Vorrei entrare nei tuoi pensieri mentre leggi di me, di te, di noi.
Certo, non posso obbligarti a leggere ciò che (ti) scrivo; ed è proprio questo sperare ma non sapere realmente che mi sprona a cercare parole sempre nuove, perché non si scrive se non figurandosi, davanti agli occhi, un pubblico di lettori.

domenica 19 aprile 2020

La mia voce

Da tanto tempo ormai non parlavo più della mia voce che, pur non essendo armoniosa come quella della Sirenetta, ho riscoperto da qualche settimana, grazie alle registrazioni che invio quasi quotidianamente ad una Web Radio.
Già, la radio.
uno strumento che ho sempre amato molto perché mi permette di raccontarmi anche alle persone che non mi conoscono usandolo solo la mia voce, quindi senza dover affrontare l'imbarazzo derivante dall'avere davanti un pubblico in carne ed ossa.

mercoledì 20 luglio 2016

Pubblico immaginario

Nonostante tutte le mie titubanze, credo sia comunque importante, quando si scrive, avere come
orizzonte, un pubblico immaginario a cui rivolgersi idealmente.
Questo mi è da necessario stimolo per provare a puntare su contenuti sempre nuovi ed originali, per non correre il rischio di annoiare i lettori, pur comunque nel rispetto del mio stile di scrittura che è, da sempre fortemente autobiografico.