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sabato 30 novembre 2024

Show, don't tell

Mostra(mi),
non raccontar(mi).
Per il Mondo
regola per costruire
un racconto avvincente.
Per noi
fonte di infiniti equivoci.
Tu racconti
e la mia mente
traduce in immagini
le tue parole
costruendo 
(anziché un racconto avvincente)
un improbabile show.
E quando tocca a me
raccontarmi?
Lo so.
Secondo la regola
dovrei limitarmi
a mostrarmi
lasciando a te
libertà di pensiero.
Una volta l'ho fatto.
Ma siamo finiti
prigionieri 
di silenzi infiniti
trascinando con noi
anche il nostro racconto
lasciando il (nostro) Lettore 
interdetto e deluso.
Da qualche tempo però
ci siamo ripresi.
L'abbiamo fatto per noi
certo
Ma un po' anche per chi
vorrebbe sapere
se il nostro improbabile show
potrà mai diventare
un racconto credibile.







mercoledì 15 settembre 2021

In polemica con me stessa

Le parole le sceglie chi scrive. Il significato lo sceglie chi legge.
Parto da questa frase di Ginevra Cardinaletti, una scrittrice di aforismi su Twitter, per aggiungere una nuova puntata alla saga personale che ho or ora deciso di intitolare In polemica con me stessa.
Perché, in questi giorni, mi sono ripetuta spesso:
Va bene: mi piace scrivere
D'accordo: qualcuno mi segue, altri no (non è dato sapere se per mancanza di tempo, o perché ciò che scrivo non interessa loro).
In entrambi i casi, rispetto profondamente la loro scelta.
Infatti, è perfettamente normale che non si possa leggere tutto ciò che viene scritto.
Inoltre, non si può piacere a tutti.
Vero tutto questo, continuo ad interrogarmi sul mio scrivere.
E, forse, una prima (parziale?) risposta la dà proprio la frase con cui ho iniziato.
E, quindi, per concludere: scrivo perché ho in testa una miriade di parole; quanto al lettore, potrebbe anche scegliere di non attribuire ad esse alcun significato.
Certo, avrei perso una parte di pubblico, ma sarò certa che, altrove, ci saranno delle parole scritte (anche) per lui...

mercoledì 20 luglio 2016

Pubblico immaginario

Nonostante tutte le mie titubanze, credo sia comunque importante, quando si scrive, avere come
orizzonte, un pubblico immaginario a cui rivolgersi idealmente.
Questo mi è da necessario stimolo per provare a puntare su contenuti sempre nuovi ed originali, per non correre il rischio di annoiare i lettori, pur comunque nel rispetto del mio stile di scrittura che è, da sempre fortemente autobiografico.