Ho iniziato scrivendo poesie.
(in principio furono le poesie mi sarebbe piaciuto di più, ma rischiava di suonare un tantino pretenzioso).
Comunque...
Le scrivevo quando capitava ma, sicuramente, non si è mai trattato di una scrittura quotidiana, nemmeno nei periodi in cui sono stata innamorata.
Da tempo, oramai, quelle poesie fanno parte di un libro.
Ma dopo di esso, con i versi ho chiuso.
Poi è arrivato questo diario che si arricchisce di una pagina nuova ogni sera.
Qualcuno sostiene che, in fondo, anche qui ci sono dei versi.
Sarà... Chi sono io per metterlo in dubbio?
Ciò di cui sono sicura è che ora riesco ad essere costante nella scrittura, esattamente come chi non capiva perché io non riuscissi a scrivere una poesia al giorno.
Il velo della metafora alleggerisce e rende narrabile una quotidianità che spesso inchioda a terra.
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venerdì 26 novembre 2021
sabato 22 agosto 2020
Soliloquio
Scrivendo una poesia con precisione quasi scientifica, mette in scena un dialogo tra due persone. Esso in realtà altro non è che un soliloquio in cui l'interlocutore riesce ad infilare solo pochissime parole che non ricevono assolutamente l'ascolto che meriterebbero.
Scherzando (ma non troppo) dico che quella persona potrei essere io, che molto spesso mi concentro sulla narrazione di me stessa, e temo di dare l'impressione di una scarsa disponibilità all'ascolto.
Proprio io che soffro così tanto quando qualcuno non si dimostra partecipe di quel che racconto.
Ed allora scattano i sensi di colpa perché mai vorrei ferire chi mi sta di fronte con la stessa indifferenza con cui a volte vengo colpita.
Scherzando (ma non troppo) dico che quella persona potrei essere io, che molto spesso mi concentro sulla narrazione di me stessa, e temo di dare l'impressione di una scarsa disponibilità all'ascolto.
Proprio io che soffro così tanto quando qualcuno non si dimostra partecipe di quel che racconto.
Ed allora scattano i sensi di colpa perché mai vorrei ferire chi mi sta di fronte con la stessa indifferenza con cui a volte vengo colpita.
lunedì 18 maggio 2020
Oriente (non) monocorde
Chi l'avrebbe mai detto che l'Estremo Oriente sarebbe entrato anche nelle nostre conversazioni?
Ma lo ha fatto in modo molto diverso dal passato; ha fatto il suo ingresso attraverso un'arte che, per la verità, non amo particolarmente: il cinema.
In passato, invece, si era trattato della poesia e, più in generale, della letteratura; vale a dire di arti che erano già nelle mie corde.
A distanza di tempo mi resi conto che si sarebbe trattato di una passione monocorde, priva di quello slancio e quella vivacità con cui sto vivendo ciò che Amore (ne tantomeno passione) potrà mai essere.
Ma lo ha fatto in modo molto diverso dal passato; ha fatto il suo ingresso attraverso un'arte che, per la verità, non amo particolarmente: il cinema.
In passato, invece, si era trattato della poesia e, più in generale, della letteratura; vale a dire di arti che erano già nelle mie corde.
A distanza di tempo mi resi conto che si sarebbe trattato di una passione monocorde, priva di quello slancio e quella vivacità con cui sto vivendo ciò che Amore (ne tantomeno passione) potrà mai essere.
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