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martedì 24 settembre 2024

Rapina fallita

Se anche domani
saremo soli 
io e te
ti prometto 
che rideremo insieme.
Sono stanca 
di non essere felice 
nel nostro tempo insieme
solo perché qualcuno
non sa ascoltare 
negandomi persino
il desiderio di parlare.
Ed è la stessa persona
che stanotte 
mi è apparsa in sogno
a rapirti 
portandoti lontano da me...
Inspiegabilmente 
mi sveglio tranquilla.
Sorrido pensando 
che domani tornerai.
Perché 
chi non sa ascoltare
nella realtà 
non può rubare
quel sogno a occhi aperti 
che sei tu
nella mia vita.

mercoledì 11 settembre 2024

Audiolibro

Non mi sono mai piaciuti
gli audiolibri.
Ho bisogno
di tenere un libro
tra le mani 
per sentirmi davvero 
parte di una storia.
Significa 
che non saprò 
ascoltare più nemmeno te?
No.
Tu sarai l'unica storia 
che ascolterò all'infinito 
senza più sfiorarti.
(Se ci riuscirò 
nemmeno col pensiero).


domenica 21 aprile 2024

Fotocopia

Ci sono momenti complicati
che si ripetono nel tempo 
senza che possa fare nulla 
per evitarli.
C'è stato un tempo
in cui te li raccontavo tutti
producendo 
racconti fotocopia.
E tu mi ascoltavi sempre 
anche se oramai
li conoscevi a memoria.
Poi un giorno 
mi hai detto
che avrei fatto bene a smettere.
No.
Non ti eri stancato di ascoltarmi.
Semplicemente 
mi hai fatto notare
che raccontare a ripetizione
le nostre ferite 
significa dare eccessiva visibilità 
a chi ce le ha inferte.

giovedì 1 febbraio 2024

Telecomando

Anche oggi mi avresti ascoltato.
Ne sono sicura.
È il tuo lavoro.
Almeno così sempre mi dici.
E a nulla vale
dirti che sarebbe meglio selezionare 
a chi dare ascolto.
Se lo facessi 
probabilmente perderei il privilegio 
di vedere le mie lamentele 
raccolte da te.
E allora
imparerei a stare in silenzio 
abbracciata comunque dalla certezza 
che tu ci sei
anche quando 
non ce la fai più 
ad ascoltarmi.
E allora 
anche se non potrai cambiare canale 
nessuno potrà mai negarti il diritto 
di afferrare il telecomando 
e toglierai l'audio.

sabato 6 gennaio 2024

Uscire da me stessa

(Non) c'è cura per ciò che sento.
Solo la (con)divisione di un peso
ed è già molto.
Ma non posso pretendere 
di condividere 
se non riesco ad ascoltare 
le parole di chi 
si prende cura di me.
E così mi sforzo di prestare attenzione 
specie se ciò significa 
uscire da quella me stessa 
troppo rigida
troppo stanca.
troppo pesante.
Così 
anche quando mi (si) dice
che sto commettendo troppi errori
non mi sento
né troppo rigida
né troppo stanca 
né troppo pesante.
perché l'ascolto
ha aperto la strada 
che porta al cuore
delle mie difficoltà 
con la volontà di sconfiggerle insieme.

lunedì 13 novembre 2023

Pillola 176 (Non) punto e (non) basta

Parlo 
perché (tu mi) ascolti.
Infatti
sono stanca di parlare
con chi non può ascoltare.
No, non è colpa di nessuno.
(forse nemmeno della Vita stessa).
Semplicemente, era così che doveva andare.
No, non aggiungo 
punto e basta.
(Troppa sofferenza, dietro a quelle tre parole).
E poi, forse
anche tra noi, (in fondo, forse) 
doveva andare così.
Io parlo
(perché) tu (mi) ascolti.
E quando, invece 
a parlare sei tu
ti senti ascoltato da me?
(Me lo dirai mai?).

sabato 28 gennaio 2023

Vorrei altro

Parliamo solo del mio dolore.
Ascoltare è il tuo lavoro.
Non è la prima volta che (me) lo dici.
Eppure
oggi mi appare una frase
insopportabilmente fredda.
No, non perché vorrei altro.
O forse sì.
(Anche se quel capitolo è chiuso).
Vorrei altro
Vorrei che con me
potessi dimenticare la fatica
ed il peso della sofferenza.
Vorrei che con me
tu provassi ad essere semplicemente felice.
Sei felice solo lontano da qui?
Lo so, ma prova almeno ad immaginare
un altro modo di essere felice.
Un modo che non abbia nulla
a che spartire con l'amore
ma che abbia in qualche misura
la medesima profondità.
Perché mi piace pensare
che la profondità del dolore
che ci ha fatti incontrare
ci porti a ritrovare la sintonia
del tempo in cui
sapevamo troppo poco (di noi)
per sospettare che tutto
sarebbe stato così complicato.

lunedì 22 novembre 2021

Le 3 di notte

Le 3 di notte e ancora non dormi.
Forse, potresti ascoltare quel programma alla radio.
Ma perché mi è saltato in mente di parlartene?
Davvero non lo so, credimi.
No, ora ricordo.
Non stavamo parlando di tutt'altro, io e te.
Anche se a condurre ero solo io, stavamo pur sempre parlando di noi.
Di te che non dormi e di me che di notte scrivo.
E poi c'è la sua voce, che potresti ascoltare dalle 3 di notte in poi.
Sì, hai capito bene.
Quella voce che legge di me, ma parla di te.
Ed io ti immagino mentre la spegni, oppure mentre non vedi l'ora che siano di nuovo le 3 di notte.
Come vedi, anche questa volta, lascio a te la scelta delle emozioni da vivere.

sabato 28 agosto 2021

Un cronometro in mano

Non voglio un cronometro in mano
affinché il Mondo calcoli il tempo trascorso
fra la mia prima e la mia ultima parola.
Ma non avrà mai l'elenco dei temi trattati
come se qualcuno dovesse verificare
la tenuta di una scaletta
per capire in anticipo
se lo spettacolo che andrà in scena
funzionerà oppure no.
Certo, il Mondo immagina perfettamente
qual siano i temi di conversazione
perché non cambiano da troppo tempo.
Ma ho smesso di curarmene.
Del resto
non obbligo nessuno all'ascolto.
Tutti possono andare altrove
voltare pagina
chiudere il libro.
Ma nessuno mi costringa
a parlare
con un cronometro in mano.

lunedì 14 dicembre 2020

I (tuoi) minimi particolari

Sono poche le situazioni e le circostanze che proprio non sopporti.
Una di queste è certamente l'uso dei diminutivi tra le persone.
Invece, a me piacciono molto perché contribuiscono a creare un'atmosfera molto confidenziale ed oserei dire quasi intima, fra coloro che decidono di usarli (reciprocamente, sia chiaro).
Ed è per questo che continuo a chiamarti con il tuo nome per intero.
Ma proprio oggi, ti sei lasciato sfuggire un diminutivo.
E così ti ho subito richiamato al (tuo) ordine.
(Ormai dovresti conoscermi così bene da sapere che mai ti imporrei il mio).
Sta di fatto che mi guardi stupito nel constatare che mi ricordavo quel piccolo particolare che mi hai riferito molto tempo fa.
Ma io sono fatta così: quando voglio ascoltare una persona a cui tengo in modo speciale, mi concentro sui minimi dettagli dei suoi racconti e li faccio emergere con la massima precisione possibile nei nostri dialoghi avvenuti in un futuro lontano.
Ma, per non metterti a disagio, ti faccio credere che memorizzo tutto allo stesso modo (indipendentemente dalla persona con cui sto parlando in quel preciso momento).
Ma sappi che non è vero, perché solo quando si tratta di te, vengo assalita da una paura talmente forte (e folle) di dimenticare, che sento l'irrinunciabile necessità di scrivere per ricordare.

martedì 17 marzo 2020

Il muro di gomma

Chi mi conosce lo sa; per me è fondamentale sia ascoltare che essere ascoltata.
Ma tu mi dici che esistono alcune persone che, anche quando raccontato se stesse, non si aspettano dagli altri un particolare ascolto e/o partecipazione; per loro è sufficiente parlare, e poco importa se le loro parole, pur raggiungendo una certa distanza, rimbalzano e tornano indietro come davanti ad un muro di gomma.
Mi ha colpito molto il fatto che questa riflessione venisse proprio da te che, da quando ci conosciamo, non mi hai mai fatto mancare il tuo ascolto.
Ma poi, riflettendoci, ho capito.
Mi hai parlato del muro di gomma perché, da ottimo ascoltatore quale sei, sai cogliere tutte le sfumature del dialogo: anche quelle che lo rendono impossibile.

sabato 29 febbraio 2020

Non parlare!

Non avrei mai voluto essere così diretta, ma stasera non ho alternative.
Non parlare, ti prego; sarebbe
sarebbe tempo sprecato.
Non riesco più ad ascoltare.
Proprio io che crollo all'istante, non appena non mi sento capita.
Ma forse lo chiedo proprio per questo: non parlare e non vedrai calpestato il diritto all'ascolto.