Parli di te e di me ma, comprensibilmente, non di noi.
Sottolinei il tuo ruolo nei miei confronti ed io, in maniera totalmente ingiustificata, avverto un leggero brivido freddo al cuore.
Cerco d'ignorare tutto questo, nella consapevolezza che ciò che hai detto è perfettamente naturale e mi sforzo anche di non vedere, dietro alle tue parole, un significato differente, un sottinteso, un non detto; perché ciò renderebbe impervia ed estenuantem la nostra comunicazione.
Allora non mi resta che convincermi che il tuo marcare i confini con ruoli e paletti, non ha niente di personale nei miei confronti, ma semplicemente fa del tuo ruolo pubblico.
E sarà sempre così.
Anche in quei giorni ed in quelle situazioni che vorrebbero essere speciali, ma che per te, non sono altro che pura e semplice quotidianità.
Il velo della metafora alleggerisce e rende narrabile una quotidianità che spesso inchioda a terra.
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lunedì 4 maggio 2020
mercoledì 26 febbraio 2020
Isolamento
Lo so, non sto vivendo isolata dal resto del Mondo.
Nessuno m'impedisce di uscire ed andare dove voglio.
Eppure la gente ha paura e non posso, né voglio biasimarla per questo; prima di tutto perché nemmeno io ne sono immune.
Ma non posso nemmeno negare che aspetto con ansia che tutto finisca anche se la situazione è piuttosto tranquilla, mi manca una parte della quotidianità, paradossalmente quella parte che fino a ieri trovavo persino un po' fastidiosa: ricominciare a portare in giro il mio dolore e riprendere la ricerca estenuante di una soluzione definitiva ad esso.
Nessuno m'impedisce di uscire ed andare dove voglio.
Eppure la gente ha paura e non posso, né voglio biasimarla per questo; prima di tutto perché nemmeno io ne sono immune.
Ma non posso nemmeno negare che aspetto con ansia che tutto finisca anche se la situazione è piuttosto tranquilla, mi manca una parte della quotidianità, paradossalmente quella parte che fino a ieri trovavo persino un po' fastidiosa: ricominciare a portare in giro il mio dolore e riprendere la ricerca estenuante di una soluzione definitiva ad esso.
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sabato 4 gennaio 2020
La fatica della novità
Da troppo tempo, ormai si chiede al mio corpo di fare ancora uno sforzo per adattarsi alla sua condizione (che ormai, ahimé, non posso nemmeno definire nuova).
Ma il mio corpo è stanco ed affaticato.
Vorrebbe solo riavvolgere il nastro del tempo, fino all'ultimo giorno in cui si è potuto concedere il lusso di compiere le azioni di sempre senza troppa fatica.
Ed invece non è possibile.
È chiamato, una volta di più ad affrontare nuovi assetti ed equilibri e a fare i conti col fatto che (forse?) da soluzioni eccezionali, si trasformeranno in una quotidianità invecchiata dell'abitudine.
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martedì 24 aprile 2018
Nuovi incontri
È evidente sin da subito che io e lei abbiamo vite profondamente diverse.
Eppure è già scattata una forte sintonia tra noi, forse perché sarà una delle persone che mi aiuterà a vivere nel modo migliore possibile la mia quotidianità.
O, per meglio dire, sarà perché lei come le sue colleghe che ho conosciuto finora, riescono a renderci partecipi della narrazione delle loro esistenze.
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