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mercoledì 26 gennaio 2022

Piazza pulita


È stato come strappare le erbacce da quel giardino che è la mia anima.
Per troppo tempo, infatti, ho lasciato che crescessero (quasi) indisturbate.
Al massimo, a volte, (ma con il passare del tempo sempre meno spesso), mi limitavo a togliere qualche filo d'erba ma, evidentemente, lo facevo con troppa delicatezza infatti, periodicamente, ricrescevano più forti di prima.
Almeno fino ad oggi, quando mi sono accorta che le erbacce stavano diventando davvero troppe, ed ho avuto realmente paura che la mia anima potesse soffocare.
Ed allora, mi sono decisa a fare davvero piazza pulita.
Sono abbastanza soddisfatta del lavoro che ho fatto.
Ora mi sento pronta a godermi la serenità.

martedì 14 settembre 2021

Il giardino interiore

Scrivo (quasi esclusivamente) di me.
Lo scrivo anche oggi.
Eppure forse, avrei fatto meglio
a continuare a descrivere il Mondo
circostante dalla mia posizione particolare;
il tutto senza svelare (esplicitamente) quale essa fosse.
Devo dire che, all'inizio, l'idea mi entusiasmava: avrei raccontato il Mondo
lasciando fuori la mia vita.
Con il passare del tempo poi, l'esigenza di scrivere è divenuta sempre più pressante, fino a diventare quotidiana.
A poco a poco, mi sono ritrovata a scrivere più di me, che del mio 'circondario'.
Sarebbe stato meglio continuare a scrivere di esso?
A parere di qualcuno (forse) sì.
Anche (forse?) per lanciare dei messaggi più ampi, condivisi (e condivisibili) dal maggior numero di persone possibile.
Ma, con il passare del tempo, ho sentito piuttosto la necessità di curare il mio giardino interiore.
Non saprei individuare un momento preciso in cui ciò sia avvenuto.
Credo mi ci abbia portato pian piano la mia stessa vita.
Ed io ho deciso di seguirla...

sabato 14 marzo 2020

La casa delle abitudini

Si dice che in questi giorni difficili avere una casa con giardino sia una grande fortuna.
Almeno si hanno a disposizione maggiori spazi per non sentire troppo la mancanza delle passeggiate all'aria aperta.
Tuttavia c'è un problema che rimane: quello di non riuscire a stiparci dentro le abitudini di ciascun (co)inquilino, che così possono risultare persino ingombranti.
Ed allora non resta che abitare ognuno una stanza diversa della casa, permettendo così a tutti di esprimere al meglio le proprie differenti inclinazioni.
Una boccata d'aria, mentre ci si affaccia alla finestra che ancora ci consentono di tenere aperta verso l'esterno.