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martedì 29 ottobre 2024

Mi presti il tuo (cog)nome?

Carissimo Amore Impossibile,
ho ricevuto le parole
di una Donna coraggiosa
che ha avuto la forza
di chiamarti per nome
nell'intero libro 
che ti ha dedicato.
Io invece 
mai una volta 
ho permesso alla mia penna 
di tracciare il tuo nome.
No, per favore.
Non pensare che io
tenga meno a te.
Semplicemente 
Carissimo Amore Impossibile
ho scelto di custodire
il tuo nome nel mio cuore 
per poterlo pronunciare
ad alta voce 
quando da me sei lontano.
Eppure 
ci sono momenti in cui
sorrido pensando 
a come mi piacerebbe 
fare del tuo (cog)nome 
il mio nome d'arte.
Perché 
(anche se)
non ci amiamo
amiamo raccontare.
Tu
la Vita com'è.
Io 
la Vita come vorrei (che fosse).



venerdì 18 ottobre 2024

(Nel) nome d'(ell)arte

Lei
non ha bisogno 
di nascondersi
dietro 
un nome d'arte
ed è conosciuta
in tutto il Mondo.
Io
chiusa 
nel mio (piccolo) mondo
uso un nome d'arte
perché non voglio nascondermi
ma neppure svelarmi.
Tu 
posi i tuoi occhi 
sia su chi
non si cela
sia su chi scrive
da una piccola cella
inteso come luogo
da cui le parole
faticano a uscire
nel tentativo
di attraversare
il Mondo.
Non so
quale arte
apprezzi di più.
(Ammesso che
tu voglia scegliere).
Rimane il fatto
che entrambe viviamo 
nel nome dell'arte.




lunedì 5 agosto 2024

Il nome del dolore

Lo chiamerò 
semplicemente dolore.
Non posso dargli 
altro nome 
che questo.
Vorrei
poterti aiutare 
ma so 
di non aver diritto alcuno.
E allora 
che senso ha
affannarsi
sul nome da dare 
al tuo dolore?
Se me lo permettessi
potrei abbracciarti lo stesso.
E il nome del tuo dolore
non ci sarebbe 
certo d'ostacolo.
E se 
oltre al nome
non avessi nemmeno la forza 
di dargli una voce
ascolteremo 
solo i nostri silenzi.
Il mio.
Il tuo.
Del dolore.

domenica 25 febbraio 2024

Fra tempesta e alba

Provo 
a immaginare
quale tempesta
tu stia attraversando.
Provo
a darle un nome.
(Perdonami
è solo la mia pessina abitudine
di dare un volto 
a ogni azione).
Ma provo anche 
a dare un nome 
all'alba luminosa 
che, ne sono certa 
ti strapperà dalla tempesta.
Tra tempesta e alba
ci sono io
con cui, se vorrai 
potrai asciugare il cuore
ancora inondato di tempesta
e prepararti così
ad andare verso quell'alba
che l'ho sempre saputo 
ti aspetta da sempre.

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sabato 20 gennaio 2024

Polinesia

Torna in te
la voglia di viaggiare 
che non se n'è mai andata.
Ritorna come un cerchio
dall'inizio alla fine
chiuso in se stesso
a racchiuderti
in un abbraccio liberatorio
da tutti gli obblighi 
che la Vita ti ha imposto
(anche nei miei confronti).
Così 
per la prima volta 
(da quando ci conosciamo)
ti lascio solo a tuffarti
al centro di quel mondo 
che circonderà solo te
in un abbraccio.
Lo stesso 
che oramai fatichiamo 
a scambiarci sulla Terraferma.
Certo
la tua isola
non sarà poi così isolata come vorresti.
(Lo dice il nome, non io).
Forse potrei partire anch'io
destinazione: un'isola diversa dalla tua?
Forse
ma non lo farò.
Meglio nessun abbraccio 
che un abbraccio deserto e solitario.

lunedì 13 giugno 2022

Il suo nome

Non pronunci mai il suo nome
ma è chiaro che stai parlando di lei.
Preferisco non indagare
e te lo dico in modo inequivocabile.
Ma, evidentemente, la mia voce è troppo bassa perché tu abbia udito.
E subito (mi) dico che non ha importanza.
Sono riuscita a farti credere che vada tutto bene.
Prosegui nel racconto.
Cerco di seguirti, ma mi faccio bastare ciò che mi dici.
Lo so, la nostra non è una conversazione.
Perdonami, sono troppo stanca.
Lo so, è strano, mi racconti episodi che conosco già, eppure sono sempre nuovi.
Quale migliore condizione per avviare un piacevole dialogo?
Perdonami, sono troppo stanca.
Ma tu non interromperti.
Quando sarai di nuovo qui
ti accorgerai che ricordo tutto.
Anche quei particolari che credi mi siano sfuggiti.










giovedì 21 ottobre 2021

Distrazione

Sento chiamare il tuo nome, ma non volgo lo sguardo in quella direzione perché so che non sei tu.
Eppure, mi sono immaginata tante volte la scena di noi due seduti ad un tavolino.
Intorno a noi ci sarebbe una gran confusione, eppure riusciremmo a parlare lo stesso, io e te.
Perché siamo abituati a parlare addosso al frastuono che ci circonda.
È vero, ti ho sempre detto che non mi piacciono i locali chiassosi e nemmeno tu li sopporti.
Eppure, qualcosa mi dice che anche tu apprezzeresti quel bar dove pronunciano il tuo nome, pur volendo attirare l'attenzione di qualcuno che non sei tu.
Ed io?
Riuscirei ad attirare la tua attenzione?
Non credo ne avvertirei il bisogno.
Perché, qualora il tuo pensiero fosse altrove, toccherebbe a me stare attenta alla tua distrazione.

venerdì 2 ottobre 2020

Il nome giusto

Ho imparato a sopportare
il dolore fisico.
Ho imparato a sopportarlo
da quando la scienza
gli ha dato un nome.
e con esso delle cure.
Mi illudevo di aver imparato
a sopportare anche il dolore del cuore.
Esso si attraversa senza volerlo
arginare a tutti i costi.
E poi ci sono i giorni in cui
non riesco a dare nemmeno un nome
a questo sottile malessere.
Vorrei chiamarlo solitudine d'amore.
Se questo sarà il nome giusto
se ne andrà appena tu tornerai.