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martedì 18 ottobre 2022

Il giro bloccato

Finora
sono riuscita a dirti tutto
seppur con un giro di parole.
Ora però
il giro si è bloccato
e così ho persino paura
delle mie stesse parole.
Starei decisamente meglio
se fossi avvolta da un buio profondo
in cui trovino riposo
pensieri e membra.
Ma poi
come di ritorno da un sogno
mi dico che tutto questo
non c'entra nulla
con ciò che abbiamo vissuto.
Ed allora rimango lì
in bilico tra l'attesa di una vittoria
sui miei timori più profondi
e la consapevolezza
che (forse) non merito
quella parte dell'amore
che tanto sembra(va) mancare
nella mia esistenza.

lunedì 5 settembre 2016

Telefono senza fili

Vi ricordate il gioco del telefono senza fili, che facevamo da bambini?
Più numerosi erano i partecipanti, più ci si divertiva, ma anche più alto era il rischio che, nel corso del gioco, la parola iniziale si fosse persa; a quel punto, all'ultimo giocatore, non restavano che due possibilità: dirne una diversa, oppure stare zitto, ed ammettere così la sua sconfitta.


Il giornalismo d'inchiesta (quello scomodo, ovviamente), funziona un po' allo stesso modo. Con un unica, fondamentale, differenza. In questo caso, infatti, se si citano fonti, se non proprio false, comunque poco attendibili, si viene estromessi perché il pubblico comincia a giudicare poco attendibili le nostre informazioni.
E qui sorge un altro problema, forse il più grave: mentre l'ultimo bambino che non ha capito bene la parola, ammette serenamente la sconfitta, spesso il giornalista continua a scrivere, tradendo così le regole del gioco che è maledettamente serio!