Ho appena letto una frase che, pressappoco suonava così.
I sorrisi, specie se fuggevoli, possono essere mostrati a chiunque. Le lacrime, invece, per essere notate, hanno bisogno di attenzione.
È vero; ed infatti tu noti tutto di me.
Anche ciò che (tento) di nasconderti.
E non te lo nascondo perché penso che ci sia qualcosa di negativo, nella parte più difficile di me.
La verità è che essa, quando ci sei, non emerge proprio.
Perché la tua positività richiama la mia Anima più gioiosa e serena.
All'esatto opposto di chi non è disposto a dedicarmi il minimo sguardo silenzioso.
Di chi parla di me, pur non rivolgendomi nemmeno una parola.
Insomma, di chi tira fuori il peggio di me, forse proprio per il fatto di voler, a tutti i costi, risultare simpatico pur non avendone né le capacità, né tantomeno le doti (le quali, oltre a dover essere coltivate con impegno costante devono, prima di tutto, essere presenti nella persona).
Il velo della metafora alleggerisce e rende narrabile una quotidianità che spesso inchioda a terra.
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domenica 26 settembre 2021
mercoledì 30 giugno 2021
Dove sto meglio?
Gambe che non mi hanno mai retto in piedi, tantomeno mi hanno mai consentito di andarmene in giro per il Mondo, attraversando città e confini.
Gambe ora costrette dal dolore
a rimanere ancor più confinate dentro spazi a me noti.
Spazi in cui ho giocoforza trascinato anche te, da troppo tempo a questa parte.
E cosi rimpiango la presunta leggerezza
che avrebbero dovuto donarmi le nostre immersioni.
E pensare che, all'inizio, nemmeno credevo che tutto sarebbe stato più semplice.
E tu stesso mi ripeti che la terraferma fa decisamente più al caso mio
perché sulla terraferma il mio corpo vive una dimensione più vicina a quella reale.
Ed il mio cuore?
Ti sei mai chiesto in quale dimensione stia meglio il mio cuore?
Stava decisamente meglio immerso nell'acqua.
Quell'acqua che, è vero, a volte confondeva le nostre parole; ma in cui il mio cuore si è sempre sentito al sicuro
circondato com'era da tutto ciò che per lui è importante.
La tua sola presenza.
Gambe ora costrette dal dolore
a rimanere ancor più confinate dentro spazi a me noti.
Spazi in cui ho giocoforza trascinato anche te, da troppo tempo a questa parte.
E cosi rimpiango la presunta leggerezza
che avrebbero dovuto donarmi le nostre immersioni.
E pensare che, all'inizio, nemmeno credevo che tutto sarebbe stato più semplice.
E tu stesso mi ripeti che la terraferma fa decisamente più al caso mio
perché sulla terraferma il mio corpo vive una dimensione più vicina a quella reale.
Ed il mio cuore?
Ti sei mai chiesto in quale dimensione stia meglio il mio cuore?
Stava decisamente meglio immerso nell'acqua.
Quell'acqua che, è vero, a volte confondeva le nostre parole; ma in cui il mio cuore si è sempre sentito al sicuro
circondato com'era da tutto ciò che per lui è importante.
La tua sola presenza.
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