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venerdì 6 agosto 2021

Valigie pronte...sulla linea del tempo

Hai già le valigie pronte e la testa altrove.
Ho la presunzione di conoscerti abbastanza per sapere che è così, anche se non me ne parli (più).
E mi lascerai sola.
Ebbene, cosa cambia che tu sia qui o altrove?
Nulla.
Non siamo mai stati vicini, io e te.
Eppure, nel respiro affannoso che mi ha colto oggi, c'è anche la tua valigia pronta e la testa altrove.
E mi sorprendo a non volere nulla da te, pur di poter trascorrere (anche) questo tempo con te.
Ma tu cerchi altro da questi giorni lontani (eppure troppo vicini, per me).
Allora mi costringo a saltare
lungo la linea del tempo
e ho già evidenziato la data del tuo ritorno.
E non apriremo insieme la tua valigia che appartiene ad un'altra vita.
Una vita in cui non c'è spazio per me e per la mia carrozzina che si frapporrebbe tra te e l'esistenza che hai pensato per te.
Tu che sei abituato a spostare un Corpo da eventuali sedie a rotelle che impediscono gli esercizi a corpo libero, un corpo che, seduto là sopra, non potrebbe seguire le tue entusiastiche spiegazioni.
Ed è il modo che hai scelto per allontanare il Corpo dal suo dolore.
Ma poi il Corpo non trova spazio nella tua valigia e nemmeno lo trova il Cuore.
Che anche se dovrebbe, non si rassegna a lasciarti partire.
E sarà per questo che ti sto scrivendo molto (troppo?).
Ma le parole sono il mio modo di tenerti con me, senza costringerti a (fare) nulla.

giovedì 4 febbraio 2021

Sguardo offuscato

Giornata decisamente strana.
Sono stanca di rimuginare mezze frasi che poi chissà cosa volevano realmente dire.
Dovrei vivere con maggiore leggerezza, lo so da troppo tempo eppure non è così semplice.
Proprio oggi che avrei avuto tutto il tempo per essere felice, ed invece mi sono persa dietro alle incertezze di un dialogo che non ha funzionato per niente.
Sono stanca, voglio tornare alla spensieratezza di un tempo.
Quando le parole funzionavano alla perfezione perché non c'era nulla di pesante.
Perché i nostri dialoghi erano fatti di una logica molto più lineare.
O forse sono io che vedo solo linee storte, come chi ha uno sguardo offuscato?

venerdì 11 ottobre 2019

All'altro capo del filo

Per marcare ancora di più le distanze tra noi ed il suo giudizio nei miei confronti, dall'altro capo del filo, mi giungono poche parole secche ed impersonali, in attesa di pronunciare il tuo discorso. Eviti accuratamente le domande sulla mia situazione presente. Del resto, sarebbe stupido interrogare un nastro magnetico. Eppure io sono qui, all'altro capo del filo, con le mie emozioni e la mia fisicità. Ma a questo punto, non mi interessa più, perché so che anche tu non hai voglia di ascoltarmi. E così lascio cadere la linea.