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giovedì 21 dicembre 2023

Pillola 213 (Natale (in) bianco)

Quando scrivete un biglietto di Natale, usate la stessa lingua usata dal destinatario.
E subito la mia mente 
corre a te, a me, a noi.
Noi che 
senza averlo mai deciso veramente
ci siamo sempre scambiati i linguaggi.
Ricordo l'emozione della prima parola
del nostro dizionario.
La ricordo perfettamente 
ma non la scriverò 
perché non voglio rivelarla a nessuno.
(Forse nemmeno a te).
Posso solo raccontare
che narra la storia 
di un esilarante equivoco.
Sì, un tempo
sapevamo ridere delle nostre 
incomprensioni reciproche.
Poi è arrivato il tempo
della rigidità.
E allora
niente più sorrisi
(figuriamoci risate)
dai nostri muscoli troppo contratti.
Ma è anche vero
che io e te
non saremmo mai capaci 
di sorridere per contratto.
E allora lasciateci in pace 
anche all'ombra 
dei nostri momenti bui
senza luci di Natale 
né regali da scartare.
Solo con i nostri biglietti bianchi
per le troppe parole che vorremmo dirci
per i nostri linguaggi 
reciprocamente incomprensibili.

domenica 4 dicembre 2022

Biglietti di Natale?

Biglietti di Natale?
Interessante invenzione, dico davvero.
Ma poi, cosa scriverci dentro?
Proprio nulla.
La mia mente è una tabula rasa.
Ma non posso nemmeno lontanamente pensare
di riversare su carta
la mia dolorosa frustrazione.
Ed allora
la soluzione potrebbe essere
regalare un foglio bianco
affinché ognuno possa
scrivere ciò che vuole
(per Natale e non solo).
Ma sarebbe poi giusto
scappare dalla responsabilità
di augurare giorni felici?

sabato 23 gennaio 2021

Biglietti impossibili

Da troppo tempo non scrivo più a mano.
Da troppo tempo il mio diario è divenuto questo schermo.
E non è la prima volta che ne parlo (e ne scrivo); forse non sarà nemmeno l'ultima.
Ma, in cuor mio sono certa che, prima o poi, tornerò a farlo.
Intanto, quando sento l'esigenza di dirti qualcosa d'importante, allora sì che prendo ancora carta e penna.
E così feci in quel giorno lontano (scusa, ma ora si è fatto tardi, e non posso recuperare la data precisa, anche se sai quanto ci tenga a ricordare i giorni speciali segnandoli sul calendario del mio cuore).
Tornando a quel giorno lontano, non dimenticherò mai quel foglio strappato da un piccolo quaderno a spirale.
Scrissi sopra poche parole per invitarti ad accettare la mia amicizia (reale e tangibile, ovviamente).
Tu, non solo hai accolto di buon grado questo invito, ma ti sei persino commosso, nel leggere le mie parole.
Non seguirono molti altri biglietti in realtà, tra noi.
Eppure per lavoro, comunichiamo a distanza almeno una volta alla settimana.
Ma lo facciamo pur sempre tramite uno schermo.
Invece per me, ogni occasione è buona per aggiungere qualche parola in più alla scarna comunicazione di servizio che ci porta a comunicare.
Tu ti limiti ad annuire, ma so che il mio atteggiamento non ti dà fastidio; ce lo siamo detti tante volte, con estrema sincerità reciproca.
Mentre io sogno ancora i biglietti a mano tra noi; impossibili a causa della prudente distanza tra noi.