Lei mi mostra alcune foto della nostra famiglia prima della mia nascita e non posso far a meno di notare il fatto che, negli anni in cui ancora io non c'ero, loro trascorrevano molto più tempo tra la gente con feste, uscite, visite anche di amici.
No, non voglio assolutamente dire che hanno cambiato stile di vita per colpa mia, ma certo vorrei che ora tornassimo ai vecchi tempi perché, ne sono sicura, anche a lei piace(va) la compagnia. E, da parte mia, non ho motivo di credere che, presto o tardi, non possa tornare per noi, la vita in cornice.
Lei che di solito preferisce dimostrare il suo affetto in un altro modo.
Quando lei entra in camera mia e ci vede, ci dice che vorrebbe vederci più spesso abbracciate così.
Rifletto molto su questo, come sempre capita quando qualcosa la fa soffrire.
Ok, ha ragione lei. Anche a me piacerebbe che tra noi ci fosse maggiore complicità. Ma la nostra è tutta questione di visioni opposte del Mondo, di cui però questi sono momenti di preziosa unitone tra noi.
A
Pordenonelegge con una delle mie migliori amiche (per me Sharazad),
mentre tra i banchi di libri le parlo dei miei amori platonici. Ok,
sono platonici, ma almeno ora ho le idee chiare su quali
caratteristiche deve avere il mio uomo ideale: deve essere
profondamente empatico (tra l'altro l'empatia è uno degli antidoti
contro la violenza, di gemere, ma non solo), nonché avere un chiaro
progetto per un futuro realizzabile che mi faccia scoprire ogni
giorno, l'entusiasmo per la Vita.
E la
passione per la lettura, credo, abbia molto a che fare sia con la
capacità di mettersi nei panni degli altri, sia con la possibilità
di guardare al proprio futuro con un entusiasmo ricco di progetti
concreti.
Perché pensare che la lettura sia una passione che porta ad isolarsi dal Mondo?
Dimostriamo che si può stare insieme, leggendo un libro.
A chi potrebbe interessare questa visione della lettura?
A tutti, credo. Perché la lettura porta con sé lo straordinario pregio dell'empatia, la capacità di mettersi nei panni di chi ci sta attorno.
Quindi il Socialibro si rivolge a tutti?
A tutti, certo! Ma lo immagino soprattutto rivolto alle persone adulte ed anziani. Questo perché credo che le iniziative di promozione della lettura dedicate ai più piccoli sono numerose ed estremamente efficaci.
Rivolgersi agli adulti credo sia utile per una coltivazione permanente dell'empatia.
Per quanto riguarda gli anziani è importante coinvolgerli per proporre un'iniziativa da affiancare alle ai già lodevoli pranzi, castagnate per favorire la socialità tra anziani.
E poi c'è il Bookcrossing?
Anche lo scambio di libri è decisivo per la socialità dei lettori ma anche per la vita dei libri.
Perché pure loro hanno diritto ad avere una loro socialità!
Oggi
mi sento come la protagonista dell'omonimo romanzo di Stefano Benni.
È
vero che la regola aurea dell'Appassionata Lettrice impone che non si
citi mai un libro che non si è (ancora) letto.
Questa
volta, però, posso fare uno strappo alla regola grazie alla mia
migliore Amica Librosa perché me ne ha parlato molto spesso, ma
senza mai fare dello spoiler (cioè senza anticiparmi il finale).
Ciò
che di questo romanzo mi ha incuriosito, sin dalla prima volta in cui
la mia amica me ne ha parlato, è il fatto che la protagonista,
proprio come me, ha una visione della realtà circostante spesso
diversa (controversa?), causata dai molti libri che legge. Questo le
rende particolarmente difficile confrontarsi in modo costruttivo
specie con quella parte del Mondo assolutamente refrattaria alla
lettura.
Riprendo
oggi a scrivere qui perché, fino a questo momento, sono stata
troppo impegnata a vivere per scrivere.
Invece
ho trovato il tempo di riprendere in mano carta e penna perché mi
mancava troppo il movimento della mia mano che fa danzare la penna
sulla pista di carta .
L'ho
fatto anche per altri due motivi: primo perché mi sono accorta che
la mia capacità di tracciare segni armoniosi sulla carta è
diminuita drasticamente nel corso del tempo; secondo perché volevo
allontanarmi, almeno per una mezz'ora al giorno, dalla freddezza di
una tastiera.
A
onor del vero, ricordo che, molti anni fa per convincermi a scrivere
delle mail, una mia Amica mi disse che scrivere su uno
schermo o su un foglio di carta, fa lo stesso: infatti entrambi, essendo bianchi, aprono la strada ad infinite possibilità.
Tutto
vero, tranne che per le lettere d'amore: quelle devono
obbligatoriamente essere una danza su una pista di carta!
Non
sono mai stata una persona che percorre alcune strade di vita solo
perché anche quella delle mie più care amiche, ha preso quella
direzione.
Così,
dopo la scuola media, ho scelto il liceo, anche se gran parte delle
mie amiche, aveva preferito un istituto tecnico.
E
così ho fatto anche all'università (nessuna delle mie amiche
storiche ha studiato Filosofia).
Fino
agli anni universitari, guarda caso, la mia vita ha viaggiato su
binari tranquilli, perché avevo scelto
una
direzione ben precisa ed anche perché, nonostante la mia sedia a
rotelle, sentivo di camminare di pari passo con loro.
Poi
sono cominciati gli anni difficili, quelli dello smarrimento e della
tristezza che, per troppo tempo, mi hanno inchiodato
a terra.
Allora,
ho cercato di resistere con tutte le mie forze, per non essere
trascinata al largo da una violenta corrente.
Mi
sono aggrappata
ad uno Scoglio.
Fin
che ho avuto sufficiente forza nelle mani, tutto è filato più o
meno liscio.
Poi,
però un giorno, la ma vista ha cominciato ad annebbiarsi, fino a non
farmi più distinguere l'orizzonte davanti a me.
Allora,
purtroppo, ho capito che abbarbicarmi su quello Scoglio, ha il solo
effetto di lasciarmi
indietro rispetto
alla vita di molte giovani Donne che vedo accanto a me.