Mi trovo come smarrita
al centro di un immenso temporale
di cui non mi è dato vedere la fine.
E resto in ostinato silenzio
per non imbarcare acqua.
Non ho più lacrime né parole.
Vedo luci che mi abbagliano
senza indicarmi alcuna via.
Eppure è proprio lì che vorrei andare.
Via.
Ma da sola non so andare da nessuna parte
ormai lo dovresti sapere.
Vieni a cercarmi.
Sono qui.
Ti aspetto.
E so che mi porteresti lontano
da questo immenso temporale
fatto di lampi, tuoni e fulmini.
E mi terresti con te
in un luogo sicuro.
E vorrei dirti che sarebbe questione di qualche giorno.
Ma la verità
è che ancora non posso saperlo.
Ma poi, certo, finirà il temporale
Ed allora me ne tornerò
da dove sono venuta.
Ed imparerò a stare sola
fino al prossimo temporale.
Il velo della metafora alleggerisce e rende narrabile una quotidianità che spesso inchioda a terra.
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martedì 8 giugno 2021
sabato 26 ottobre 2019
L'ipocrisia del temporale
Una persona come me che ha una paura folle dei temporali, lampi e tuoni altro non sono che un'enorme scocciatura.
In realtà, quelli bravi come si suol dire, mi spiegano che il temporale altro non è che un modo per scaricare energia.
Penso che sia proprio questa caratteristica che fa del tuono una fonte di ipocrisia.
Infatti, ci sono persone che, dall'alto della loro presunta saggezza, tendono a tuonare dal piedistallo dove amano stare, contro ciò che a loro proprio non va giù del comportamento altrui.
E lo fanno spesso in merito a questioni che non le riguardano direttamente.
E lo fanno con tanta più forza quanta più è la tolleranza che dicono di avere, specie una volta che sono scese dal piedistallo.
E lo fanno probabilmente perché anche loro, proprio come il temporale, avvertono il bisogno di scaricare tutta l'energia che hanno dentro.
In realtà, quelli bravi come si suol dire, mi spiegano che il temporale altro non è che un modo per scaricare energia.
Penso che sia proprio questa caratteristica che fa del tuono una fonte di ipocrisia.
Infatti, ci sono persone che, dall'alto della loro presunta saggezza, tendono a tuonare dal piedistallo dove amano stare, contro ciò che a loro proprio non va giù del comportamento altrui.
E lo fanno spesso in merito a questioni che non le riguardano direttamente.
E lo fanno con tanta più forza quanta più è la tolleranza che dicono di avere, specie una volta che sono scese dal piedistallo.
E lo fanno probabilmente perché anche loro, proprio come il temporale, avvertono il bisogno di scaricare tutta l'energia che hanno dentro.
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