venerdì 8 maggio 2015

Dietro il velo

Mi fa molto piacere notare come, molte amiche di Facebook, alcune anche più giovani di me ma non tutte, usino i social network per descrivere, con rispettosa allegria e spensieratezza, i moti dei loro cuori.
Insomma, tutto il contrario di ciò che faccio io che, quando scrivo sui social, tendo sempre a celare il vero significato delle parole dietro il velo della metafora (di cui, quello che dà il titolo a questo blog è la più grande).
Tuttavia penso spesso con curiosità a quali sarebbero le reazioni dei miei lettori, se anch'io squarciassi quel velo, diventando socialspensierata...
















































mercoledì 6 maggio 2015

Contro gli scogli

Ci sono scogli contro cui sbattiamo perché vogliamo per forza a vedere una realtà che non c'è, ma che vorremmo che ci fosse ed è per questo che ci ostiniamo a seguire la nostra rotta, senza prestare attenzione a chi c'invita ad essere più caute.
Il problema è che poi, quando cozziamo duramente, le ferite ed i lividi sono insopportabili e ci lasciano senza fiato ad annaspare negli abissi. Allora sono solo pianti inconsolabili, grida d'aiuto e, soprattutto, accuse feroci.
Di fronte a tutto questo poi, chi ci ama incondizionatamente perché ci ha visto nascere e ci ha cresciuto, non riesce ad apostrofarci con un 'te l'avevo detto' e, del resto, se lo facesse, ci considereremmo vittime della sua insensibilità.
Per tale motivo, non le resta che raccogliere le nostre lacrime e disinfettare le ferite sanguinanti.
Alla fine di tutto questo strazio poi, corrono a coprire gli scogli che ci hanno fatto male restando nel timore che potremmo imboccare nuovamente questa folle rotta. 
E a nulla valgono le nostre promesse sul fatto che sì, forse seguiremo ancora quella rotta stando più attente, perché ora abbiamo capito i nostri errori.
Troppo comodo dirlo ora, dopo tutto il casino che abbiamo fatto.
E pensarci prima, no?
E leccarci le ferite da sole, senza fare tanti piagnistei, pareva brutto?

martedì 5 maggio 2015

Rabbia ragionata

Sono questi giorni in cui la mia rabbia mi sembra particolarmente fuori posto eppure non riesco ad ingoiarla né tanto meno ad ignorarla.
In qualche modo, essa deve uscire da me, ma la prego di farlo nel modo più indolore possibile.
Per questo motivo, mi sforzo di dare voce solamente alla parte ragionata di essa: concretamente, ciò significa motivare la rabbia con fatti circostanziati e precisi, magari usando le stesse parole di coloro che ci stanno ferendo.
Solo agendo in tal modo, credo sia possibile dar vita ad una rabbia che non ci resti dentro come un macigno e, soprattutto, che possa indurre una riflessione realmente costruttiva senza reciproche aggressioni sterili.

lunedì 4 maggio 2015

Medicazione

Sappiamo tutti che la rabbia trattenuta per lungo tempo è, non solo nociva per la persona che la vive, ma spesso lo è anche per chi le sta intorno.
Infatti, esiste il rischio concreto che tutto il rancore che cerca, a fatica, di nascondere dentro di sé, si trasformi in impulsi aggressivi se non propri incontrollabili e devastanti, quanto meno complicati da governare.
Esistono però anche situazioni in cui, nonostante tutti questi rischi, non è proprio possibile mostrare all'esterno le ferite della propria anima perché, se agissimo in tal modo, rischieremmo di mettere a repentaglio alcuni legami che è bene non spezzare mai.
Cosa fare allora in questi casi?
Credo sia meglio fuggire il lontano possibile da chi (o da ciò) che suscita in noi così tanta rabbia e raggiungere un porto sicuro dove poter medicare le proprie ferite in attesa del giorno in cui non sanguineranno più.

domenica 3 maggio 2015

La valigia di Sepùlveda

Si avvicina l'estate e, con essa, si fa più forte in me il desiderio di lasciare, almeno per un po' il mio scoglio e partire per un viaggio che mi faccia riassaporare poi il piacere di respirare nuovamente l'aria di mare.
Credo infatti che per godere appieno la gioia della propria casa, sia necessario, a volte, andarsene.
Anche sul bagaglio da portare con me, ho le idee molto chiare: porterò la valigia di Sepùlveda, una valigia piena di libri per non interrompere il viaggio della fantasia, neppure in vacanza.
Ma perché proprio Sepùlveda?
Perché, cosi come il corpo ha bisogno di esplorare luoghi mai visti prima, così anche la mente ha diritto alla scoperta di nuovi paesaggi...di carta.

sabato 2 maggio 2015

Sirenette & Scorpioni in un Acquario

Non sono solita seguire gli Oroscopi, ma oggi una frase, riferita allo Scorpione, mi ha colpito: 
"Oggi in amore sarete piuttosto confusi. Non vi sarà del tutto chiaro se un rapporto nato come pura amicizia, si stia trasformando in qualcosa di più o se, al contrario, è solo una vostra impressione."
Più tagliato su di me di così...si muore!
Questa previsione astrologica mi ha completamente distratto e così, quando lo speaker radiofonico è giunto al sui segno, non capito quali fossero i presagi odierni...
In ogni caso, credo nulla che facesse riferimento ad un ritorno di qualcuno nella vita degli Acquari...
Non so se gli Scorpioni si sentano a lori agio in un Acquario, ma vi garantisco che, tra Sirenette ed Acquari, tutto potrebbe andare a gonfie vele..




venerdì 1 maggio 2015

Dietro le quinte

Ciò che più mi ha colpita della cerimonia d'apertura di Expo è la creatività con cui, i vari Paesi partecipanti, hanno interpretato lo slogan della manifestazione: "Nutrire il pianeta, energia per la vita".
Dietro a queste varie suggestioni c'è, senza ombra di dubbio un racconto scritto che fa da trama coerente agli allestimenti dei vari padiglioni. 
Mi sarebbe piaciuto che anche questo sottofondo d'inchiostro venisse mostrato, nel corso della cerimonia. Mentre invece sono state le strutture architettoniche, a rubare il centro della scena.
Credo che la mia delusione nel vedere questo, sia stata dettata dal fatto che, anche il mio essere Sirenetta, ha da sempre reso difficile il mio rapporto con le arti figurative.
Ma ciò non mi pesa affatto, abituata come sono a volgere la mia appassionata attenzione, ai copioni degli spettacoli, piuttosto che alle loro scenografie.